eroticamentenoi

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domenica, 28 settembre 2003

Immagini, parole, composizioni di simboli che - più o meno elegantemente - come in una poesia o in un quadro, si mostrano in una forma che richiama un pensiero e poi, per analogia, altri ancora. Immediatamente si snodano infinite catene i cui anelli sono le sensazioni e le emozioni. E diventa difficile tornare indietro. E più si procede, più il contatto con noi stessi diventa più intenso, più profondo.


 Ma allora è meglio fermarsi all’apparenza, all’aspetto superficiale delle cose e/o alla lettura delle parole isolate dal contesto? Sicuramente questo approccio “semplicistico” crea meno problemi, è come quando si va avanti a forza di stereotipi, tutto semplificato, tutto già etichettato.


 Un proverbio africano recita: “Quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda il dito”… a chiunque può capitare una volta di comportarsi come l’imbecille, ma per qualcuno, farlo, è diventato uno stile di vita.

 E ancora inseguo parole
Incise su frammenti di luce
Ma inciampo in simboli vuoti

 

 

 

 

 

 

 

                        

postato da proibito 03:03 commenti (27)
parole, poesia, psicologia, emozioni, etichette

giovedì, 25 settembre 2003

Credo di averlo già scritto da qualche parte in questo blog, o forse in qualche commento, che le etichette, i "label", non mi piacciono.
Certo possono essere utili momentaneamente per inquadrare subito un oggetto, un animale, una persona, ma, soprattutto per quanto riguarda le persone, finiscono con l'assumere la valenza negativa dello "stereotipo", a parte il fatto che finiscono col rinchiudere un individuo in una sorta di cartelletta schematica, che non tiene assolutamente conto dell'evoluzione o involuzione personale, del cambiamento, dei fattori culturali (e quindi anche storici,percettivi,emotivi) che possono condizionarlo o renderlo libero.

Flavia mi ha fatto una domanda in un commento al post precedente, mi ha chiesto "sei omosessuale?", pare che la mia risposta le serva a chiarirsi le idee....forse chi legge questo blog dall'inizio un'idea dovrebbe essersela fatta, almeno per quanto riguarda il mio "sentire" di adesso. Ma in effetti la domanda di Flavia va oltre: lei vuole sapere se ho un'etichetta, se mi identifico con un gruppo di persone che "provano attrazione sessuale per individui dello stesso sesso"(Garzanti). Eccomi a chiarire la mia posizione: non si tratta di attrazione sessuale, ma di amore.
Io ho scoperto di essermi innamorata di una donna e l'ho accettato. Il resto è venuto da sè. Solo che non escludo -e non potrei farlo per onestà intellettuale- di potermi innamorare ancora di un uomo. Non riesco a creare dei compartimenti stagni nella mia capacità di provare emozioni, di innamorarmi.
Per mia fortuna, i condizionamenti culturali e religiosi che avrebbero potuto impedirmi di provare un sentimento totale e completo per una persona che abbia un'affinità elettiva, sentimentale, emotiva e intellettiva, a prescindere dal "genere", si sono completamente disciolti come neve al sole, o, più poeticamente, come neve al calore dell'amore.
Detto questo, confermo che non voglio prendere le distanze dagli omosessuali ( in questo momento oggettivamente dovrei considerarmi tale, visto che amo una persona del mio stesso sesso), e spero di aver risposto alla domanda di Flavia con l'autenticità che mi è congeniale. Resto a disposizione , sempre e comunque, per eventuali commenti e critiche.

postato da proibito 16:23 commenti (35)
life, emozioni, etichette

lunedì, 22 settembre 2003

E dire che io l'ho scritto che questo è "quasi" un diario, non un diario vero e proprio -anche se a volte gli somiglia - in cui trascrivo alcuni frammenti di vita reale e -raramente- virtuale. Ci sono stati momenti in cui alcuni episodi hanno avuto per me un rilievo maggiore ed ho provato ad analizzarli in un post.
Questo non significa che la mia vita sia soltanto quella di cui parlo qui. Sarebbe molto riduttivo, anche se la passione è una componente importante della mia vita.
Del resto la stessa passione che caratterizza il mio modo di vivere le vicende amorose, è presente in molti altri aspetti della mia vita che si tratti di lavoro, di studio, di hobby, di altri rapporti umani. Più volte ho anche detto che l'emozione fà parte del mio modo di essere, e che ha condizionato molte scelte importanti anche sul piano del lavoro.
Ora venirmi a chiedere se ho "mai conosciuto i brividi algidi dell'amore casto e perverso,quello che esaspera fino all'estremo il desiderio?" e sostenere ancora che questo mio blog è "un'algida esasperazione virtuale invece del contatto fisico", significa - e chiedo scusa per la brutalità dell'affermazione - non aver capito niente di me.
Per carità, io ritengo che ognuno abbia il diritto di commentare e ringrazio tutti quelli che hanno lasciato e continuano a lasciare commenti che spesso sono utilissimi perchè forniscono spunti per successivi post, o anche per discussioni interessanti.
Solo che qualunque critica dovrebbe essere basata più concretamente su dati di fatto.
Fermo restando che anche questa volta il commento è servito a farmi scrivere un post, vorrei ribadire che la maggior parte delle mie "riflessioni" in questo blog ha sempre riguardato episodi della mia vita reale, non virtuale, e che, inoltre, mi sembra ovvio non entrare nel dettaglio della mia vita più intima, anche se forse qualche volta ne faccio cenno, ma più come ricordo che come telecronaca...
Insomma, chi mi conosce, chi mi ha seguito fino ad ora, o chi mi ha sentito cantare le mie canzoni, sa bene che di "algido" in me c'è veramente poco....forse solo i cubetti di ghiaccio che ho nel freezer. Ringrazio comunque Albertine che col suo commento mi ha offerto l'occasione di chiarire tutto questo.

postato da proibito 02:40 commenti (39)
life, mondo blog, emozioni, reale e virtuale, mie canzoni