lunedì, 21 giugno 2004

Ho lavorato a lungo per creare questa immagine: è questo il mio modo di rappresentare il nostro amore oggi. Le parole per accompagnarla le ho prese in prestito da Neruda.
LA NOTTE NELL'ISOLA
Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare, nell'isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
tra il fuoco e l'acqua.
Forse assai tardi
i nostri sogni si unirono,
nell'alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.
Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava,
come prima,
quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi cercavano
ciò che ora
- pane, vino, amore e collera -
ti do a mani piene,
perché tu sei la coppa
che attendeva i doni della mia vita.
Ho dormito con te
tutta la notte, mentre
l'oscura terra gira
con vivi e con morti,
e svegliandomi d'improvviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Né la notte né il sonno
poterono separarci.
Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d'acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora,
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.
domenica, 13 giugno 2004

Avevo detto che avrei chiarito il mio pensiero relativamente al post precedente. Ma purtroppo ho la sindrome di Paganini...e così ripeto solo quello che voglio ripetere e quando ne ho voglia. Continuare su quel tema poteva essere considerato come un voler polemizzare con qualcuno ed a me non va di entrare in polemica...almeno per il momento. Però mi sono resa conto che molti avevano equivocato il senso del mio discorso, ritenendo che io non riuscissi ad apprezzare le "parole in libertà". Cosa assurda in quanto sono una sostenitrice della libertà di espressione e lo dimostra un mio post di settembre in cui scrivevo....
Immagini, parole, composizioni di simboli che - più o meno elegantemente - come in una poesia o in un quadro, si mostrano in una forma che richiama un pensiero e poi, per analogia, altri ancora. Immediatamente si snodano infinite catene i cui anelli sono le sensazioni e le emozioni. E diventa difficile tornare indietro. E più si procede, più il contatto con noi stessi diventa più intenso, più profondo. Ma allora è meglio fermarsi all’apparenza, all’aspetto superficiale delle cose e/o alla lettura delle parole isolate dal contesto?
La mia risposta è no. E con questo rispondo anche a chi giustamente obiettava che non è solo importante quello che si scrive e come lo si scrive, ma anche chi lo legge e come lo legge...Se dovessi spiegarlo ai miei studenti aggiungerei che se l'emittente del messaggio -scritto o parlato che sia- ed il ricevente hanno lo stesso codice e condividono uno stesso contesto, è molto probabile che ci sia una perfetta condivisione del significato.
Accidenti...rieccomi a scrivere in "psicologhese". Meglio smetterla con i discorsi troppo specialistici, altrimenti arriveremo anche alle mappe cognitive, all'analisi del testo, ecc. Forse ha ragione Preci quando dice di ritenere che "uno nel suo blog ci possa scrivere un pò quello che vuole. Se poi gli serve per gridare al mondo il suo malessere...ben venga." Ed allora libero sfogo a qualunque cosa...il blog è territorio libero ed ognuno può farne ciò che crede: Le idee, prima di conoscere le cose, sono puri segni, e si usano segni e segni dei segni solo quando ci fanno difetto le cose (Umberto Eco, In nome della rosa).
psicologia, mondo blog, emozioni, reale e virtuale, mie elaborazioni digitali
venerdì, 04 giugno 2004

Probabilmente fa sentire molto trend scrivere come se si stesse sbobinando una seduta di associazioni libere fatta sotto la guida del proprio psicoterapeuta…leggendo un po’ in giro per blog, mi sono resa conto che sono in tanti a mettere insieme una serie di parole in libertà che sembrerebbero “sgorgare” spontaneamente in conseguenza di uno stimolo emozionale, e che avrebbero un senso all’interno del colloquio clinico in quanto possono far comprendere al terapeuta alcune possibili zone d'ombra del soggetto che è in analisi. E’ovvio che, nel caso di chi scrive in un blog, questo tipo di scrittura “spontanea”, che spontanea non è proprio per niente, potrebbe avere per uno psicologo esperto una funzione indicativa delle aree conflittuali, ma non quella particolare funzione catartica propria dell’associazione libera strictu sensu. Nel contesto della pagina personale questa emissione di parole in libertà può diventare un modo per catturare l’attenzione di chi legge, in quanto simula –o effettivamente lascia trapelare- contenuti che sembrerebbero emergere direttamente dall’inconscio emotivo, mentre probabilmente sono soltanto frutto di elaborazioni mentali.






