eroticamentenoi

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lunedì, 29 novembre 2004

Oggi sono stata a trovare degli amici che hanno una villetta sui colli, e si possono permettere il lusso di tenere 4 splendidi pastori tedeschi, ed ogni tanto anche i cuccioli (degli ultimi otto nati, si sono tenuti questi bellissimi esemplari di due mesi). Ho parlato di "lusso" per due ordini di motivi: il primo è lo spazio all'aria aperta, senza pericoli e con la possibilità di tenere le cucce al riparo, all'interno del grande terrazzo. Il secondo è il tempo...se si tengono degli animali, è necessario dedicargli del tempo costantemente. I cani devono mangiare ad orario, devono essere lavati, spazzolati, accuditi, ci si deve giocare ecc.: Purtroppo io non posso permettermelo anche se li amo moltissimo: abito in un appartamentino di 90 metri quadrati, non ho un giardino, a volte non ho tempo neanche per me stessa. Così devo rinunciare all'idea di tenere un animale con me...in compenso sogno il momento in cui potrò vivere per sempre con la mia cucciolina...senza dover far la spola da nord a sud e viceversa.

 

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life, mie foto

sabato, 20 novembre 2004

Mi rendo conto che a prendere tutto maledettamente sul serio, come faccio io, anche le attività ludiche, si finisce con lo star male...Dovrei imparare a non prendermela per cose che non hanno una rilevanza oggettiva...dovrei, ma non ci riesco. Sto male soprattutto per le piccole cose...quelle che altri non notano nemmeno. Per di più, ho il brutto vizio di essere coerente e quindi di comportarmi allo stesso modo anche in questa realtà virtuale...io penso sempre alle persone che stanno dietro ai nick ed è "a loro" che mi rivolgo, è con "loro" che instauro delle relazioni in cui credo. "Loro" sono le immagini che mi sono costruita di queste persone...e quando le immagini sembrano non corrispondere alla realtà, ecco che ci resto male, anzi malissimo.
Un'altra volta mi ero soffermata su questo "mio problema", che poi è quello di non riuscire a tenere separate le due sfere del reale e del virtuale, visto che delle persone mi interessa "la testa". Devo anche realizzare che non è scritto da nessuna parte che se mi sento in sintonia con qualcuno...questo qualcuno debba sentirsi in sintonia con me. Che poi il problema è sempre quello del "significato" da attribuire a parole, espressioni e silenzi. Se il significato non è condiviso, tutto e niente si equivalgono. Io mi sono capita...

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psicologia, mondo blog, reale e virtuale

sabato, 13 novembre 2004

Essere o apparire? Mi stavo interrogando su cosa ci può spingere ad aprire un blog. E’ evidente che in questa sede non intendo esibirmi in una trattazione scientifica del problema, per ovvi motivi. Non vorrei partire nemmeno da molto lontano…e citerò Bestio che nel primo post del suo blog “HO VISTO COSE...”, un anno fa, scriveva…

OGGI SONO QUI

 

... forse per la paura che non ci sia un'altro "altrove" dove essere,

 

o perchè non c'è oggi per me un posto migliore di questo...

 

...il nulla della rete, ke ti avvolge come un sudario di link e connessioni sospese nel vuoto,

 

frementi in attesa di un click che le attivi in faccia a te, al mondo, a Dio...

 

oggi sono qui

 

...protetti dall'anonimato, scriviamo fiumi di parole verso.......verso cosa? Per chi?

 

....L'assurda speranza dell'uomo da sempre....

 

lasciare un segno della sua presenza, ovunque e comunque, il segno della sua esistenza....” .
Superfluo sottolineare la bellezza ed insieme la verità di queste parole. L’ho già fatto personalmente nei commenti al post.
Dicevo della verità di queste parole…La rete ci offre la possibilità di essere “uno, nessuno, centomila”, sperimentando nuove forme di soggettività per dare forma concreta al proprio sé ideale che può essere costruito giorno dopo giorno, anche in base ai feedback che si ricevono dai visitatori. Ed è possibile che uno stesso soggetto si costruisca più “identità virtuali” che sono poi sfaccettature diverse del proprio sé ideale.
La Wallace ( autrice di “La psicologia di Internet”) sostiene che una homepage è quasi “un cartellone pubblicitario…un modo economico per crearsi un’immagine, per far conoscere la propria persona e per dire al mondo, in modo discreto, qualcosa di sé e dei propri interessi”…

 

Io sarei più dell’avviso che si tratta di una specie di diario, come quello che una volta si chiudeva in un cassetto…con la differenza che lo si scrive sapendo che altri lo leggeranno e commenteranno –in modo più o meno partecipe- le situazioni raccontate di volta in volta.
Certo, poi ci sono le home page di categoria, per esempio quelle di fotografia, o di narrativa, o di poesia…in questi casi ci si avvicina maggiormente al concetto espresso dalla Wallace.
In tutti i casi, ed io per prima, scriviamo anche perché non è un obbligo, ma soprattutto perché possiamo incontrare persone con i nostri stessi interessi, con problemi analoghi ai nostri. Scrivere soddisfa il nostro bisogno di comunicare senza confini e senza limiti di tempo e di spazio…certo, si tratta di una comunicazione asincrona mediata dal computer, e forse per questo più appagante perché meno rivelatrice di quel " nascosto" tra altre mille sfaccettature.
L’inconveniente di incappare lungo il percorso in persone poco gradevoli è cosa che riscontriamo nella realtà virtuale come in quella effettiva: bisognerebbe seguire il detto di Dante “non ti curar di lor, ma guarda e passa” ma non è sempre facile, perché alcuni hanno il potere di insinuarsi dentro i blog e di contaminare tutto quello che incontrano.
Si potrebbe parlare per ore di questo argomento e certamente io non ho la pretesa di averlo sviscerato in un semplice post…



 

postato da proibito 16:32 commenti (58)
reale e virtuale