giovedì, 14 aprile 2005

Visto che sono ancora ammalata, da qualche giorno mi sto dedicando un po’ di più ai blog, e stamattina nel Blog di Cicabù ho ritrovato un poeta che amo fin dalla mia, ormai lontana, adolescenza: Jinshiro Munefusa Matsuo, meglio conosciuto come Matsuo Basho, il più grande autore di haiku .
Matsuo Basho, 1664-1694, si può considerare addirittura l’inventore di quella forma poetica chiamata haiku che ottenne separando i primi versi iniziali del renga ( hokku o haikai) e determinando così un componimento a sé stante, completo e definito, che, nonostante la brevità (sono solo tre versi), mantiene intatti sensazioni e sentimenti espressi nella purezza dell’essenzialità.
Qualcosa del genere, completa come forza espressiva e capacità di creare immagini, la ritroviamo in Ungaretti. Voglio ricordare il componimento “Stasera”:
Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia.
O ancora in Quasimodo, “Ed è subito sera”:
Ognuno sta solo nel cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
Ma il periodo storico e soprattutto culturale è diverso. Basho visse nel XVII° secolo, era un profondo conoscitore del taoismo e del Buddismo Zen, e trascorse la sua vita nella ricerca dell’esperienza diretta uomo-natura, sviluppando questo stile di scrittura che descriveva “l’essenza di un’impressione”. Ungaretti e Quasimodo sono nostri contemporanei, definiti poeti ermetici.
Per Basho tutto era poesia, la vita stessa lo era.
Lo stesso non si può dire riguardo a Ungaretti e Quasimodo, senza nulla togliere alla loro poetica.
Secondo gli insegnamenti di Basho ( che ebbe più di duemila discepoli), per comporre un haiku il poeta deve mettere da parte la propria capacità di interpretazione, il soggetto scompare, lasciando il posto a ciò che sta accadendo. L’immagine è solo presentata. Il poeta l’ha solo registrata così come l’ha percepita istantaneamente, trasmettendo direttamente tale percezione alla propria comprensione, senza l’intermediazione dell’interpretazione.
Una psicologa cognitivista, quale io sono, potrebbe dire che con l’haiku si cerca di dar voce alla sensazione pura, non ancora inquinata dalla percezione… percezione che poi altro non è che la stessa sensazione elaborata cognitivamente, cioè filtrata attraverso il cervello.
Potrei dire ancora che l’haiku è un’immagine mentale olistica che nasce da un atto introspettivo estremamente sintetico ed al tempo stesso completo.
Ed è proprio questa capacità di creare istantaneamente in chi legge delle immagini che rende gli haiku, e soprattutto quelli di Jinshiro Munefusa Matsuo, dei veri e propri oggetti d’arte:
silenzio:
graffia la pietra
la voce delle cicale
°°°°°°°°°
un banano nel temporale;
il gocciolio dell’acqua nel catino
scandisce la mia notte
°°°°°°°°°
sera:
tra i fiori si spengono
rintocchi di campana.
domenica, 10 aprile 2005

LUNA E SOGNO
Per 5 o 10 minuti mi sono anche collegata al messenger di Splinder ed ho avuto il piacere di parlare con la mia cara amica Dolittle, mentre Sil accanto a me continuava a selezionare le foto che ha fatto ieri a Taormina.
Il tempo era bruttissimo anche ieri ma l'assurdo è che da un anno e mezzo promettevo a Sil che saremmo andate a Taormina e poi per un motivo o per un altro non si poteva, quindi ieri ce l'avrei portata anche con la neve...
Vedrete poi nel suo blog qualcuna delle foto che ha fatto.
Vi chiederete cosa c'entri la luna con tutto questo...
La luna c'entra sempre, per il semplice fatto che io l'adoro.
Poi devo aggiungere che questa immagine in particolare è un'immagine pseudo-onirica, e quindi è lo sfondo ideale per questi versi di Baudelaire che avevo deciso di postare già da un po’...
si accinge a inondare l'orizzonte occidentale dei più vari colori.
Nei moti della sua agonia certi spiriti poetici troveranno delizie nuove,
scopriranno abbaglianti colonnati, cascate di metallo fuso, paradisi di fuoco,
uno splendore triste, la voluttà del rimpianto, tutte le magie del sogno, tutti i ricordi dell'oppio.
E il tramonto gli apparirà, in effetti, come la meravigliosa allegoria di un'anima colma di vita,
che cala dietro l'orizzonte con una stupenda provvista di pensieri e sogni."
domenica, 03 aprile 2005
Sento di dover partecipare al cordoglio universale con queste poche parole e con la speranza che chi occuperà quel posto così importante per l’equilibrio di tutte le nazioni, sia ispirato dal suo grande predecessore.






