eroticamentenoi

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giovedì, 16 giugno 2005



Finalmente ho di nuovo  il mio computer.
Il guaio è stato che ho perso moltissimi files che non avevo ancora salvato sull'hard disk portatile... peggio per me.
Tra l'altro in questo periodo con l'organizzazione della mostra di Silvia, anche il computer era uno strumento indispensabile.
Ci siamo riuscite lo stesso, anche se con un pò di ritardo:  da lunedì  13 pomeriggio, 9 quadri fotografici di Silvia sono esposti nell' Art Studio di un amico pittore,   situato al centro di Messina.
Per cominciare abbiamo deciso di esporre solo poche opere, anche per renderci conto dell'effetto che hanno sui visitatori non necessariamente addetti ai lavori.

Ho inserito qui in alto una piccola locandina dell'esposizione, siete tutti invitati a visitarla.
A proposito di Sil, oggi ha aperto un nuovo blog...ecco il link
http://photomoleskine.blogsome.com
 

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life, eventi

venerdì, 03 giugno 2005


             " vascelluzzo"

Oggi a Messina  ricorre la festa della patrona, cioè della Madonna della Lettera.
Mi è sembrato interessante riportare la storia di questa devozione.

Secondo la tradizione, verso l’anno 42 si trovava a Reggio Calabria l’apostolo  Paolo di Tarso che, su invito dei Messani, venne a sbarcare in Sicilia, circa 12 Km a sud di Messana (vicino l’attuale Giampilieri) in una località che fu chiamata Cala San Paolo.
A Messina l’apostolo non si fermò per molto. Infiammati dalla sua predicazione, molti cittadini si convertirono al Cristianesimo e molti di loro manifestarono il desiderio di andare a visitare i luoghi santi e, possibilmente, di conoscere di persona anche Maria di Nazareth ed i suoi familiari. Paolo di Tarso fu ben felice di accontentarli. Di questa delegazione la tradizione della Chiesa messinese ricorda Geronimo Origgiano, Marcello Benefacite, Centurione Mulè e Brizio Ottavia.
Al loro arrivo a Nazareth, Maria accolse i delegati con materno affetto, ed alla loro partenza li gratificò di una lettera di protezione, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli. La delegazione tornò a Messana l’8 settembre dello stesso anno.
 
Nel manoscritto in lingua ebraica, tradotto in latino nel 1940 dal greco-messinese Costantino Lascaris,  si leggeva:

Maria Vergine figlia di Gioacchino,
umilissima serva di Dio, Madre di Gesù
crocifisso, della tribù di Giuda, della
stirpe di David, salute a tutti i Messinesi
e benedizione di Dio Padre Onnipotente.

Ci consta per pubblico strumento che voi
tutti con fede grande avete a noi spedito
Legati e Ambasciatori, confessando che
il Nostro Figlio, generato da Dio sia Dio
e uomo e che dopo la sua resurrezione
 salì al cielo:avendo voi conosciuta la via
della verità per mezzo della predicazione
di Paolo apostolo eletto per la qual cosa

BENEDICIAMO VOI E L’ ISTESSA CITTA’

della quale noi vogliamo essere perpetua
protettrice. Da Gerusalemme l’ anno 42
di Nostro Figlio. Indizione 1 luna XXVII
giorno di giovedì a 3 di giugno.

Le parole finali di questa lettera sono scolpite nel tamburo che sorregge la statua della Madonnina Benedicente all'entrata del porto di Messina e recitano appunto: "Vos et ipsam civitatem benedicimus".
I capelli, custoditi in una teca d'argento, ogni anno vengono portati in processione assieme alla vara della Madonna della Lettera (3 giugno) e alla vara del Vascelluzzo (Corpus Domini).
 Il "Vascelluzzo"(finemente cesellato dai f.lli Juvara ) è un piccolo vascello addobbato con spighe di grano, in argento sbalzato che viene portato in processione il giorno del Corpus Domini. Ci ricorda il leggendario arrivo a Messina, per stessa intercessione della Madonna della Lettera, di un vascello carico di grano durante la guerra dei Vespri (1282), quando la popolazione  era ormai allo stremo delle forze per la carestia che l'affliggeva.

 

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