martedì, 01 giugno 2004
IL PREZZO DELLA LIBERTA'
Quando ho il sospetto che qualcuno o qualcosa possa mettere in pericolo la mia e l'altrui libertà, rifletto ancora di più sul significato ultimo di questa parola tanto abusata. Karl Popper, sosteneva che il prezzo della libertà è l'eterna vigilanza:
l'idea che siamo fallibili e che per questo dobbiamo discutere, è un cardine della società aperta, della democrazia. Per converso se io penso di avere la verità assoluta, come Hitler, Stalin e tutti i dittatori, allora cercherò di imporla. Quindi l'educazione alla democrazia è capire le ragioni logiche, epistemologiche ed economiche della libertà, oltre ovviamente a quelle religiose o cristiane. La libertà, tra l' altro, è il diritto di esprimere il proprio pensiero, scegliere la propria occupazione ed esercitarla, il diritto di esporre le proprie idee, di abusarne addirittura.
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."(Costituzione Italiana - Art. 21).
Fin quando questo articolo della costituzione ci dara' la liberta' di esprimerci "con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione", non siamo noi a doverci mettere in regola, ma sono le leggi anticostituzionali a dover essere riscritte.
L'Associazione PeaceLink, sostiene a ragione che quando vengono approvate leggi che negano la liberta', non e' molto utile chinare la testa e fare la corsa a chi si mette prima in regola, ma e' molto piu' efficace praticare collettivamente la "disobbedienza civile", ossia l'aperta violazione di leggi che in coscienza si ritengono ingiuste o repressive. Questo contribuisce a sollevare l'attenzione sul problema e a mettere in evidenza la natura repressiva di una legge.
martedì, 19 agosto 2003
Rieccomi:
Si, voglio riappropriarmi delle mie parole e soprattutto dei miei simboli, delle mie immagini, dei miei significati; devo ridare colore alle mie parole, riportare alle giuste dimensioni le figure e gli sfondi.
So di essere un'inguaribile romantica che al centro della propria vita ha messo sempre e comunque l'amore, sto bene davvero solo quando sono innamorata, e, naturalmente ancora meglio, se l'amore è corrisposto.
Mi rendo anche conto che queste affermazioni sembrerebbero provenire da un'adolescente, piuttosto che da una donna matura quale dovrei essere (non solo anagraficamente).
Ma è importante per me ribadire che sono davvero viva soltanto quando amo, e che la persona che amo diventa il centro della mia vita......pur mantenendo "indipendenza" e "libertà" che sono valori fondamentali per il rispetto delle proprie individualità, nel convincimento che se si ama davvero non ci devono essere "gabbie"......non si può imprigionare un'emozione, e credo anche che qualunque sentimento vada vissuto in modo dinamico, altrimenti soffoca e muore.






