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domenica, 29 gennaio 2006

lago_controluce
Non riesco più a seguire il ritmo di questa realtà virtuale...del resto è già da un bel po' di anni che i miei ritmi sono diventati frenetici, ed io che amo la musica e quindi l'armonia non riesco a trovare un momento solo mio neanche nel quotidiano-reale. E' sintomatico il fatto che non scrivo più canzoni...quando potrei farlo? La musica nasce dentro di me nei momenti più impensati, ma certo non posso mettermi a canticchiare e ad annotare accordi mentre faccio lezione o mentre partecipo ad un consiglio di facoltà piuttosto che ad un consiglio di corso di laurea o di dipartimento e così via tutti i giorni.
Ho già detto di essere stanca. Ma la verità è che mi sento assillata dalle cose da fare e dal tempo che mi manca  e così facendo distruggo l'armonia  e quel poco equilibrio che mi rimane. 
Probabilmente la colpa è mia perchè sono sempre "miss-perfettina" e quindi non mi accontento di fare le cose come tutti i miei colleghi, devo necessariamente curare ogni minimo particolare (compresa la massima puntualità e disponibilità nei confronti di tutti gli studenti) col risultato che, per esempio mi ritrovo a rispondere ogni giorno (la sera tardi) a 10-15  e-mail di studenti che chiedono chiarimenti sul programma, informazioni su esami, l'invito per accedere al sito dove ho inserito appunti delle mie  lezioni, e quant'altro: quello avrebbe potuto essere (ed una volta lo era) il tempo che dedicavo al mio blog ed anche ai blog degli amici.
Finisce poi che, anche se mi restano pochi minuti rubati al sonno (vado a letto in genere intorno alle 2 dopo la mezzanotte e mi alzo in genere alle 6,45 e naturalmente non sono tutte ore di sonno), non vado a trovare gli amici che vorrei, perché mi sento in colpa per il fatto di non riuscire ad andare a trovare anche gli altri... Noi della vergine siamo speciali per addossarci tutti i sensi di colpa del mondo...
Non so quanto senso abbia continuare a tenere aperto un blog in questo modo, scrivendo una volta al mese e non riuscendo nemmeno a rispondere agli amici che passano a lasciarti un saluto o un commento... potrei passare solo per un saluto ma non è nel mio stile.
Il buffo è che mi ero lasciata convincere da Sil ad aprire un blog di fotografia su Flickr, ma anche quello è ultratrascurato. 
Passerò a trovarvi... ma non me ne volete se non ci riesco nel breve periodo.
Ad alcuni di voi sono legata da un affetto profondo che va oltre il virtuale, conto sulla vostra comprensione.
Vi abbraccio tutti. C.

postato da proibito 12:34 commenti (82)
life, emozioni, mie foto, reale e virtuale

sabato, 20 novembre 2004

Mi rendo conto che a prendere tutto maledettamente sul serio, come faccio io, anche le attività ludiche, si finisce con lo star male...Dovrei imparare a non prendermela per cose che non hanno una rilevanza oggettiva...dovrei, ma non ci riesco. Sto male soprattutto per le piccole cose...quelle che altri non notano nemmeno. Per di più, ho il brutto vizio di essere coerente e quindi di comportarmi allo stesso modo anche in questa realtà virtuale...io penso sempre alle persone che stanno dietro ai nick ed è "a loro" che mi rivolgo, è con "loro" che instauro delle relazioni in cui credo. "Loro" sono le immagini che mi sono costruita di queste persone...e quando le immagini sembrano non corrispondere alla realtà, ecco che ci resto male, anzi malissimo.
Un'altra volta mi ero soffermata su questo "mio problema", che poi è quello di non riuscire a tenere separate le due sfere del reale e del virtuale, visto che delle persone mi interessa "la testa". Devo anche realizzare che non è scritto da nessuna parte che se mi sento in sintonia con qualcuno...questo qualcuno debba sentirsi in sintonia con me. Che poi il problema è sempre quello del "significato" da attribuire a parole, espressioni e silenzi. Se il significato non è condiviso, tutto e niente si equivalgono. Io mi sono capita...

postato da proibito 19:32 commenti (53)
psicologia, mondo blog, reale e virtuale

sabato, 13 novembre 2004

Essere o apparire? Mi stavo interrogando su cosa ci può spingere ad aprire un blog. E’ evidente che in questa sede non intendo esibirmi in una trattazione scientifica del problema, per ovvi motivi. Non vorrei partire nemmeno da molto lontano…e citerò Bestio che nel primo post del suo blog “HO VISTO COSE...”, un anno fa, scriveva…

OGGI SONO QUI

 

... forse per la paura che non ci sia un'altro "altrove" dove essere,

 

o perchè non c'è oggi per me un posto migliore di questo...

 

...il nulla della rete, ke ti avvolge come un sudario di link e connessioni sospese nel vuoto,

 

frementi in attesa di un click che le attivi in faccia a te, al mondo, a Dio...

 

oggi sono qui

 

...protetti dall'anonimato, scriviamo fiumi di parole verso.......verso cosa? Per chi?

 

....L'assurda speranza dell'uomo da sempre....

 

lasciare un segno della sua presenza, ovunque e comunque, il segno della sua esistenza....” .
Superfluo sottolineare la bellezza ed insieme la verità di queste parole. L’ho già fatto personalmente nei commenti al post.
Dicevo della verità di queste parole…La rete ci offre la possibilità di essere “uno, nessuno, centomila”, sperimentando nuove forme di soggettività per dare forma concreta al proprio sé ideale che può essere costruito giorno dopo giorno, anche in base ai feedback che si ricevono dai visitatori. Ed è possibile che uno stesso soggetto si costruisca più “identità virtuali” che sono poi sfaccettature diverse del proprio sé ideale.
La Wallace ( autrice di “La psicologia di Internet”) sostiene che una homepage è quasi “un cartellone pubblicitario…un modo economico per crearsi un’immagine, per far conoscere la propria persona e per dire al mondo, in modo discreto, qualcosa di sé e dei propri interessi”…

 

Io sarei più dell’avviso che si tratta di una specie di diario, come quello che una volta si chiudeva in un cassetto…con la differenza che lo si scrive sapendo che altri lo leggeranno e commenteranno –in modo più o meno partecipe- le situazioni raccontate di volta in volta.
Certo, poi ci sono le home page di categoria, per esempio quelle di fotografia, o di narrativa, o di poesia…in questi casi ci si avvicina maggiormente al concetto espresso dalla Wallace.
In tutti i casi, ed io per prima, scriviamo anche perché non è un obbligo, ma soprattutto perché possiamo incontrare persone con i nostri stessi interessi, con problemi analoghi ai nostri. Scrivere soddisfa il nostro bisogno di comunicare senza confini e senza limiti di tempo e di spazio…certo, si tratta di una comunicazione asincrona mediata dal computer, e forse per questo più appagante perché meno rivelatrice di quel " nascosto" tra altre mille sfaccettature.
L’inconveniente di incappare lungo il percorso in persone poco gradevoli è cosa che riscontriamo nella realtà virtuale come in quella effettiva: bisognerebbe seguire il detto di Dante “non ti curar di lor, ma guarda e passa” ma non è sempre facile, perché alcuni hanno il potere di insinuarsi dentro i blog e di contaminare tutto quello che incontrano.
Si potrebbe parlare per ore di questo argomento e certamente io non ho la pretesa di averlo sviscerato in un semplice post…



 

postato da proibito 16:32 commenti (58)
reale e virtuale